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Questo 2025 che si appresta a volgere al termine ci lascia in dote una consapevolezza: ripartire, insieme, è possibile.
Lo spettro di un biennio 2023-2024 caratterizzato dai devastanti fenomeni alluvionali che hanno colpito il nostro territorio, pur con cicatrici ancora evidenti e tanto lavoro da fare, è finito dietro le spalle per lasciare posto ad una ritrovata consapevolezza operativa fatta di progetti, programmazione e fiducia. Lo abbiamo detto e scritto a più riprese, la nostra forza è stata quella di remare tutti insieme nella stessa direzione e con la medesima intensità.
Così, a fianco di quello che sarà ancora per un po' di tempo il cronoprogramma di ricostruzione post alluvione, ha ripreso forma il piano dei progetti da materializzare per continuare ad elevare il nostro territorio ad un livello qualitativo di servizi, di accoglienza e di vivibilità consono per ripagare la fiducia di chi ha scelto di abitare qui e non altrove. Il 2026, in tal senso, sarà un anno vincolante su più fronti: dall’edilizia scolastica, con il completamento del nuovo polo 0-6 anni, ad una serie di iniziative messe in campo per blindare i buoni indici di fruibilità dei servizi sociali, culturali, sportivi e ricreativi. In particolar modo, per i nostri giovani che rappresentano, e soprattutto rappresenteranno, il vero valore aggiunto per garantire il futuro della comunità e del territorio.
C’è una parabola, quella dei ‘Quattro talenti’, che mi piace rispolverare quando ragiono sul senso di responsabilità, capace di scandisce e nobilitare l’esistenza di ogni individuo, incastonato in uno scenario più ampio di responsabilità di comunità.
Un padrone, prima di partire per un lungo viaggio, affidò a quattro dei suoi servi diversi talenti. Il primo e il secondo riuscirono a farli fruttare. Il terzo, per paura, li nascose. Il quarto servo, che non era pigro e disinteressato, custodiva con interesse un talento vero e prezioso che desiderava mettere a disposizione. Il suo problema era quello di essere da solo. Il suo talento, infatti, era un dono capace di crescere ogni giorno nello spirito di collaborazione e condivisione. Ma il servo non trovò nessuno, attorno a lui, disposto a sostenerlo e ad ascoltarlo. Nessuno pronto a camminare al suo fianco. Così il suo talento rimase fermo, non per mancanza di volontà ma per assenza di comunità. Al suo ritorno, però, il padrone decise di non rimproverarlo: “Il tuo talento non poteva crescere da solo. La comunità ha il compito di aiutare ciascuno a farlo fruttare”.
E in un mondo sempre più avaro di talenti, ieri come oggi, è la coesione d’intenti a vincere. È la forza della responsabilità collettiva a tracciare la direttrice della ripartenza, della progettualità, della fiducia e, perché no, di quell’intraprendenza che eleva le capacità dei singoli per trasformarle in appigli sicuri per il bene della collettività.
Il mio augurio per tutti voi, unitamente a quello dell’intera amministrazione comunale che rappresento, per queste festività e per il 2026 che bussa alle porte, in fondo, è racchiuso tutto all’interno della parabola dei ‘Quattro talenti’: continuare a guardare al proprio fianco nella speranza di scorgere quante più persone possibili disposte a tramutare la nostra fiducia e i nostri doni in talenti a disposizione di tutte e tutti, avendo cura di creare le condizioni affinché anche i doni più fragili e silenziosi trovino spazio, ascolto e sostegno. Perché il vero successo non è avere talenti individuali, ma avere una comunità che sa unirli, coordinarli e farli brillare insieme.
Buon 2026 Casalfiumanese, brilliamo insieme.
La Sindaca
(Beatrice Poli)
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Ultimo aggiornamento: 31-12-2025, 11:42

