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A Casalfiumanese è tempo di inaugurazione della nuova sede de ‘Il Caffè Alzhemeir della Vallata’. Appuntamento il prossimo 4 maggio, a partire dalle 15, nella centralissima sala civica al civico 20 di via 1°Maggio.
Uno spazio informale e accogliente, dove sviluppare momenti di socialità e attività artistiche stimolanti e ricreative, per persone affette da deterioramento cognitivo. Un servizio, attivo tutti i lunedì pomeriggio dalle 14.45, gestito dall’associazione Alzheimer Imola Odv con il prezioso contributo di Lions Club Val Santerno e del municipio casalese, oltre al patrocinio dei quattro Comuni della collina imolese.
Una realtà che si avvale del supporto di psicologi e volontari pronti ad accogliere quelle persone, con diagnosi certificata dal Centro disturbi cognitivi di Ausl Imola e prescrizione dell’apposito percorso terapeutico, associate ad Alzheimer Imola (tel. 0542.604253 – associazione@alzheimerimola.it). Un presidio strategico per gli abitanti della vallata del Santerno alle prese con tali disturbi e per i loro familiari più in difficoltà a raggiungere la città.
“La stimolazione è una preziosa opportunità per conservare le facoltà residue delle persone affette da deterioramento cognitivo, una patologia purtroppo in forte ascesa nella popolazione – ha detto la sindaca di Casalfiumanese, Beatrice Poli -. Il progetto contribuisce anche a rafforzare la rete sociale del nostro territorio, con una proficua sinergia tra istituzioni, associazioni di volontariato e cittadini, attraverso la promozione di inclusione e coesione comunitaria. Grazie ad Alzheimer Imola per gli sforzi quotidiani messi in campo per la nobile causa e al Lions Club Val Santerno che sostiene parte dei costi del personale di neuropsicologia impegnato nel servizio”.
Per Lucia Valtancoli, presidente Alzheimer Imola Odv: “Come associazione cerchiamo di raggiungere il maggior numero di persone affette da questa patologia e i loro familiari – ha spiegato -. Quello che riusciamo a fare, a volte, sembra una goccia in un mare di bisogni. Da oltre 28 anni portiamo avanti un impegno per fare riconoscere l’Alzheimer come una malattia che necessita di molte attenzioni”. E ancora: “In Italia sono oltre 70 le comunità amiche delle persone con demenza – ha aggiunto la Valtancoli -. Realtà dove risorse umane e servizi dialogano tra loro per affrontare al meglio l’irrefrenabile ascesa della patologia. Il nostro auspicio è quello che tutti gli altri Comuni del Circondario Imolese prendano esempio da Casalfiumanese che è stato capace di spalancare le sue porte all’inclusione e alimentare i servizi per i propri cittadini. Le persone vanno aiutate il più possibile vicino al proprio domicilio e non dovrebbero essere i caregiver, che già affrontano il problema, a cercare di orientarsi nella rete dei servizi ma bensì i servizi a trovare loro”. Con le idee chiare: “Non deve rimanere soltanto Imola, alle nostre latitudini, una città DFC ‘Dementia Friendly Community’, ma anche tutte le aree limitrofe come già accade nella provincia di Modena e non solo – ha rimarcato la presidente di Alzheimer Imola Odv -. L’amministrazione di Casalfiumanese ha dimostrato più volte attenzione al problema partecipando per tanti anni al progetto ‘Cara Nonna’ rivolto agli alunni delle scuole elementari. Un percorso attraverso il quale abbiamo spiegato ai bambini la malattia dei loro nonni. Grazie all’amministrazione comunale casalese e una menzione speciale per il Lions Club Val Santerno che ogni anno dedica risorse per dare continuità a questo progetto di supporto dedicato al benessere e al mantenimento delle risorse cognitive dei malati”.
Soddisfatto anche Alessandro Costa, presidente Lions Club Val Santerno: “Un’inaugurazione che ci rende felici perché si parla di una risorsa importante per la comunità e per chi si confronta ogni giorno con le conseguenze di una patologia debilitante – ha analizzato -. Io stesso ho avuto modo di toccare con mano la valenza dell’importante servizio a Imola con riscontri assolutamente positivi sulle metodologie adottate per il rallentamento di una malattia di cui soffre anche mia madre. Ci vorrebbero presidi analoghi in ogni Comune d’Italia e la nostra speranza è quella di veder partire da Casalfiumanese un percorso di sensibilizzazione concreta per dare nuove possibilità e un appiglio sicuro a tante famiglie del circondario imolese”.
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Ultimo aggiornamento: 13-05-2026, 16:35
